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Analisi del cambio Euro/Dollaro e del mercato del Petrolio

Report del 13 marzo

Report del 13 marzo sul cambio Euro/Dollaro e sul mercato del Petrolio.

Analisi Eur/Usd del 13/02/2013

L’euro guadagna terreno sul dollaro scambiando il prezzo di 1,30391. Tuttavia, gli investitori dovranno restare molto prudenti poiché il sentimento dei mercati resta debole sull’euro.

Gli eventi che potrebbero condizionare l’andamento del cambio sono:
– occupazione non agricola, l’IPC francese (mensile) (previsto in aumento dello 0,5% contro un calo dello 0,5% registrato lo scorso mese)
– l’IPC spagnolo (mensile), (Previsto in aumento allo 0,1% rispetto allo scorso mese che ha registrato -1.3%)
– la Produzione Industriale (mensile), (Prevista in calo dello -0,1% dallo 0,7% registrato lo scorso mese)
– l’asta di titoli BTP italiani a 3 anni e l’asta di di titoli Schatz tedeschi a 2 anni.

Una strategia di attesa e osservazione potrebbe essere un buon approccio su questo cambio. Il livello di resistenza è a 1,30760 ed il livello di supporto è a 1,2995.

grafico eruo dollaro

Analisi mercato del Petrolio del 13/02/2013

Il prezzo del petrolio è in salito a 92,660 dollari al barile per poi scendere a 92 dollari, in seguito al rilascio delle previsioni dell’OPEC, che nel 2013 prevedono un aumento di 800.000 barili al giorno, invariato rispetto ad un report che ha mostrato un calo delle scorte di greggio per la prima volta da febbraio negli USA, il maggiore consumatore mondiale della materia prima.

Le previsioni del mercato rimangono rialziste, in attesa dei dati sulle scorte di greggio negli USA. Si prevede che le scorte segnino 2,338 milioni di barili contro i 3,833 milioni della scorsa settimana. L’Arabia Saudita, l’Iraq ed il Kuwait – i tre principali produttori dell’OPEC – starebbero negoziando per inviare greggio extra all’India, mentre l’azienda si prepara ad arrestare gli acquisti dall’Iran a causa delle sanzioni globali: è quanto hanno dichiarato 4 persone informate sui fatti.
Le raffinerie indiane, che stanno attendendo ordini dal ministero del petrolio, hanno sospeso gli acquisti dai cargo Iraniani, e stanno discutendo dei contratti annuali con i paesi per l’anno fiscale che inizierò il 1° aprile, secondo quanto hanno dichiarato dalle fonti che sono rimaste anonime vista la riservatezza dei negoziati. Il Sudan ed il Sudan del Sud hanno trovato l’accordo per ordinare alle aziende di riprendere le esportazioni attraverso un terminal sul Mar Rosso entro 2 settimane, più di un anno dopo il blocco dovuto alla controversia relativa ai costi di trasporto. L’accordo è stato firmato ieri nella capitale dell’Etiopia, Addis Abeba. La produzione del Sudan del Sud è stata di 350.000 barili al giorno prima della chiusura, secondo i dati Bloomberg.

Gli investitori dovranno rimanere prudenti sulla materia prima e monitorare i dati provenienti da Eurozone, USA e Cina. Il livello di resistenza è a 93,415 ed il livello di supporto è a 91,523.

grafico petrolio

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Un commento

  1. L’aumento della produzione di petrolio da parte degli Stati Uniti porterà inevitabilmente ad un declino dell’Opec. Questa proiezione va tradotta come un segnale di potenziale crisi per i paesi dell’OPEC tra cui Iran, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Nigeria e Venezuela. L’analisi è molto importante perchè se gli Stati Uniti continuano a produrre materie prime così ad alto livello potrebbero diventare i primi produttori al mondo, nel giro di qualche anno, superando addirittura la storica Arabia Saudita. Consiglio questa interessante lettura

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