Home / Analisi dei Mercati / Il rafforzamento del dollaro nei confronti dell’euro spinge in basso le principali commodities

Il rafforzamento del dollaro nei confronti dell’euro spinge in basso le principali commodities

Il rafforzamento del dollaro nei confronti dell’euro spinge in basso le principali commodities

Fase difficile per tutto il reparto commodities. Negli ultimi giorni, in seguito al rafforzamento del dollaro americano nei confronti dell’euro, abbiamo riscontrato un deciso calo delle principali commodities.
L’unica commodity che troviamo ancora in ascesa è il petrolio sui massimi di periodo, ma a contatto attualmente con importanti livelli resistivi.

Il brent anche nelle ultime sedute ha proseguito in quella che è un’ottima tendenza rialzista in atto ormai da parecchie settimane e iniziata con la definizione dei minimi lo scorso 11.01 in area 09$ al barile. I prezzi si sono portati difatti a contatto con un’importante area di resistenza posta tra 117.58-118.09 livelli che a nostro avviso potranno definire, quantomeno nel breve/medio termine, la fine del movimento direzionale in atto generando una successiva correzione che potrà essere di ampie dimensioni soprattutto se confrontata con le precedenti, di dimensioni davvero ridotte.
Anche da un’analisi dettagliata degli indicatori possiamo notare come ormai da parecchi giorni stiano definendo dei chiarissimi segnali di allentamento delle pressioni rialziste, definendo sia sul Rsi che sullo Stocastico profonde divergenze negative.
Per queste ragioni ci attendiamo un inizio di vendite nelle prossime giornate che potranno riportare l’oro nero quantomeno in prima battuta a testare i supporti statici posti a 114.61-113.51 livelli da cui almeno in prima battuta si potrà definire un tentativo di rimbalzo tecnico.

Già dalla scorsa settimana la volatilità e la direzionalità rialzista sull’oro stanno venendo meno, lasciavano presagire un possibile movimento correttivo in formazione sul metello prezioso, circostanza che si è puntualmente verificata soprattutto nella giornata di lunedì in cui il ribasso è riusltato piuttosto violento.
La discesa configuratasi non ha tuttavia minimamente inficiato la tendenza rialzista di medio termine che a nostro avviso rimane immutata, lasciando assolutamente intatte le possibilità per l’oro di riportarsi a contatto con la resistenza, target rialzista del movimento posto a 1706.60. Nel breve sono stati difatti raggiunti i supporti in precedenza citati livelli dai quali ci attendiamo un ritorno degli acquisti che riporteranno il gold a raggiungere in prima battuta 1674$ l’oncia.
Per assistere ad un segnale di negazione dell’impostazione rialzista anche sul medio termine dovrebbe configurarsi un breakout ribassista dei minimi del 4 gennaio scorso. Situazione piuttosto simile che riscontriamo anche sulle quotazioni dell’argento anche se con una piccola differenza: se da un lato il gold ha già raggiunto i principali supporti di breve termine il silver non ha ancora testato quest’ultimi definendo già un primo rimbalzo nella seduta dei giorni scorsi. Per queste ragioni non escludiamo che si possa registrare una nuova gamba ribassista nelle prossime ore con possibile definizione di nuovi minimi di periodo in area 30.31-30.28, forte area di supporto, da cui ci attendiamo un successivo ritorno degli acquisti.

Ti potrebbe interessare:

La situazione dei mercati finanziari a pochi giorni dal voto presidenziale USA

Il giorno dopo il vertice della Fed i mercati finanziari e a pochi giorni dal voto sulle presidenziali americane, nei mercati domina l'incertezza. Questi punti caldi di oggi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *