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Sembra la fine della lunga fase positiva delle borse

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Lo scenario internazionale delle borse si trova in una fase molto delicata.

Dopo due settimane di ritracciamento, la maggior parte degli indici ed in generale degli asset si trovano su supporti importanti. Un break out con alti volumi in condizioni di mercato teso potrebbe interrompere la lunga fase positiva che ha caratterizzato gli indici azionari a livello internazionale e lo schiacciamento dei rendimenti dei titoli obbligazionari del Sud Europa.
Il messaggio di pericolo  stato lanciato nell’ultima riunione della Bce.

Ma che cosa spaventa realmente il mercato? Che cosa c’è dietro questa generale incertezza che attanaglia i mercati nelle ultime settimane?

La Germania sta premendo sempre più il freno su tutto ciò che riguarda l’Europa. Draghi ha messo nel cassetto la soluzione per approvvigionare le piccole aziende rimandando il compito alla Bei, quindi su un binario morto. E su un binario morto è finita la manovra dei tassi di deposito negativi ed ancora più preoccupante la diatriba sull’accentramento della vigilanza bancaria. Il pericolo è che la Germania è sotto campagna elettorale e non si può dare per scontato che la Corte Costituzionale Tedesca a Karlsruhe dia il disco verde. Draghi ha invocato l’indipendenza della Bce e caldeggiato le scelte sull’ESM ed il piano OMT, ma se qualcosa dovesse andare storto ci sarebbe il pericolo di un ritorno al clima di guerra che l’Europa ha vissuto fra il novembre 2009 ed il luglio 2012. Pericolo stimato al 30%.

La Germania non sopporta più l’Europa, la vede come una palla al piede, poi c’è tutto il malcontento creato nel sud Europa dalla forte austerity, criticata anche dall’FMI. Secondo il consenso degli operatori hedge questo è il nodo centrale, questa sarebbe la variabile che farebbe scattare stop loss dolorosi, in un contesto dove il mercato è già sotto pressione da due settimane.
Sarebbe questo un ritorno al passato, alla volatilità agli spread elevati, alle forze centrifughe ed alle spinte disgregatrici, arginate finora sapientemente solo dalla Bce. Il mercato è quindi ad un bivio e questo bivio s’inserisce in un’altra incertezza: il passaggio fra una politica monetaria e l’altra.

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